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DECALOGO DEL SERVIZIO

Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perchè lo sono.
Se dunque io, il Signore e Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche
voi dovete lavarvi i piedi gli uni e gli altri. Vi ho dato infatti
l’esempio, perchè come ho fatto io, facciate anche voi.
In verità vi dico: un servo non è più grande del
suo padrone, nè un apostolo è più grande di chi lo
ha mandato. Sapendo queste cose, sarete beati se lo metterete in pratica
(Gv 13, 13-17).

non c’è posto
- per i parassiti,
- per chi solo pretende,
- per chi solo fruisce.
La fine di tutte le cose è vicina. Siate dunque moderati e sobri,
per dedicarvi alla preghiera. Soprattutto conservate tra voi una grande
carità, perchè la carità copre una moltitudine di
peccati. Praticate l’ospitalità gli uni verso gli altri,
senza mormorare. Ciascuno viva secondo la grazie ricevuta, mettendola
a servizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme grazia
di Dio. Chi parla, lo faccia come con parole di Dio; chi esercita un
ufficio, lo compia con l’energia ricevuta da Dio, perchè
in tutto venga glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale
appartiene la gloria e la potenza dei secoli dei secoli. Amen (1 Pt 4,7-11)

Nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno
o amerà l’altro, o preferirà l’uno o disprezzerà
l’altro: non potete servire a Dio e a mammona (Mt 6,24).

La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente, ammaestratevi
e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine
salmi, inni e cantici spirituali. E tutto quello che fate in parole
ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per
mezzo di lui grazie a Dio Padre (Col 3, 17).

All’udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo
e Giovanni. Allora Gesù, chamatili a sé, disse loro:
“voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano,
e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però
non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà
vostro servitore, chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo
di tutti.
Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito,
ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti” (Mc
10, 41-45).

Gli altri dieci, udito questo, si sdegnarono con i due fratelli;
ma Gesù, chiamatili a sé, disse: “I capi delle nazioni,
voi lo sapete, dominano su di voi e i grandi esercitano su di esse il
potere. Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà
diventare grande tra voi, si farà vostro servo, e colui che
vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo;
appunto come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per essere
servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti”
(Mt 20, 26).

Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele
nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia
del tuo padrone (Mt 25, 23).

Guardatevi dal rendere male per male ad alcuno; ma cercate sempre
il bene tra voi e con tutti. State sempre lieti, pregate incessantemente,
in ogni cosa rendete grazie; questa è infatti la volontà
di Dio in Cristo Gesù verso di voi. Non spegnete lo Spirito,
non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò
che è buono. Astenetevi da ogni specie di male (l Ts 5, 15-22).

un dare e un ricevere;
un donare ed un imparare;
un arricchire ed un essere arricchiti.
Rivestitevi dunque, come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti
di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di
pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se
qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore
vi ha perdonato, così fate anche voi. Al di sopra di tutto poi
vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione. E la
pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati
chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti! (Col 3, 14).

Chi viene istruito nella dottrina, faccia parte di quanto possiede
a chi lo istruisce. Non vi fate illusioni; non ci si può prendere
gioco di Dio. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato.
Chi semina nella sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione;
chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna.
E non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo, a suo
tempo mieteremo. Poiché dunque ne abbiamo l’occasione,
operiamo il bene verso tutti, soprattutto verso i fratelli nella fede
(Gal 6,10).
DECALOGO DEL COMUNICATORE CRISTIANO
1. Agisci sempre in nome del Signore, unito a Lui per mezzo della grazia, della preghiera, della fiducia.
2. Sebbene il frutto della tua azione comunicatrice dipenda solo da Dio, impegnati in essa come se la sua
efficacia dipendesse unicamente dal tuo sforzo.
3. Sii brillante nella creatività, esperto nella tecnica, audace nella divulgazione: lo merita il pensiero cristiano.
4. Adopera senza paura i mezzi più moderni della comunicazione, affinchè si compia l'anelito e il mandato di Cristo:
"Andate in tutto il mondo ed evangelizzate tutte le genti".
5. Cerca la collaborazione di altri credenti e conservala come un valore prezioso, poichè lavorare in equipe, è condizione
indispensabile per la comunicazione cristiana.
6. Informati sulla situazione reale dei tuoi destinatari (lettori, ascoltatori, spettatori) e sebbene non li conosca personalmente
uno per uno, amali e cerca soltanto il loro bene.
7. Non permettere che la tua azione comunicatrice si riduca a pura impresa, nè farne oggetto di commercio; tuttavia non dimenticare
che sono necessarie una buona organizzazione e una corretta amministrazione.
8. Rallegrati per il successo di altri comunicatori cristiani e trasmetti loro generosamente le tue esperienze.
9. Arricchisci la tua azione comunicatrice con l'offerta quotidiana delle tue fatiche, dei tuoi sacrifici, del tuo umile servizio.
10. Al termine di ogni giornata e al termine della tua vita, disponiti a dire a Dio con profonda convinzione:
"Sono servo inutile: ho semplicemente fatto ciò che ra il mio dovere".
Don Juan Manuel Galaviz ssp
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