Dopo qualche disavventura legata alla mia salute pazzerella, sono rientrata da poco tempo in Radio.
Fin dall’inizio ho sempre curato la trasmissione sulle vite dei Santi dal titolo "Sentieri di vita": era questo l’argomento che mi sembrò bellissimo quando, circa otto anni fa, mi fu proposto di collaborare con la radio; e l’ ho sempre curato con particolare attenzione, perché la prima ad essere aiutata da queste vite straordinarie e così umane ero e sono proprio io.
Credo infatti che il nostro tempo abbia bisogno di persone che ci aiutino a capire che la santità non consiste nell’eccezionalità di una vita, ma è semplicemente la testimonianza di uomini e donne come noi che hanno scoperto che l’unico amore della vita, l’amore, che non delude mai e mai illude, è proprio quello di un Dio che ha voluto farsi nostro compagno di strada e che ha promesso di stare con noi fino alla fine dei tempi.
Attualmente mi sto occupando della vita di una quindicenne, Cilla, che nel suo diario scrive una verità incredibile nella sua semplicità: "La nostra libertà inizia quando ci si sente amati, quando si ha la sicurezza di un amore gratuito e grande, un punto fermo nella nostra vita. E’ libero chi ha questo punto fermo. Tra qualche settimana la vita di Cilla andrà in onda, nella rubrica "Sentieri di vita", il giovedì pomeriggio, come di consueto.
Un’altra rubrica che curo è "Occhi spalancati sulla realtà" che va in onda il sabato sera dopo la Messa prefestiva.
E’ una trasmissione che mi sta a cuore perché è un tentativo di dare un giudizio cristiano sulla realtà in un momento di grande confusione sotto tutti i punti di vista. Gli argomenti sono connessi con l’attualità e spesso mi rifaccio a testi del magistero.
E’ infatti importante conoscere la retta posizione davanti a problematiche come quelle relative alle coppie di fatto, o all’eutanasia e al testamento biologico, piuttosto che alla situazione della Chiesa in Polonia o nel mondo.
Purtroppo infatti la nostra società e i mass media non si preoccupano affatto di comunicare la posizione che sta a cuore alla Chiesa o, se lo fanno, ne travisano volutamente il messaggio per renderlo odioso e insopportabile.
Siamo arrivati infatti ad una situazione in cui nemmeno le parole cristiane hanno più il loro significato originario, siamo arrivati al punto in cui per sostenere certe verità occorre essere ben decisi e avere chiara qual è la dottrina cattolica. Altrimenti ci si adatta a quello che passa la cultura dominante che è anticristiana.
Ecco: quello che mi interessa e trovo particolarmente stimolante è verificare che la fede è una capacità di giudizio totale sulla realtà che ci permette di affrontare qualsiasi situazione, anche le più difficili.