Il Santuario di Bonaria sorge sull’omonimo colle affacciato sul mare. Nato in epoca aragonese e affidato ai Padri Mercedari fin dal XIV secolo, portò inizialmente il titolo della Madonna della Mercede. La comunità, fondata da fra Carlo Catalano, cominciò a occuparsi anche del decoro di questa casa di Dio. Il loro impegno fu talmente grande da spingere molti a salire sulla collina, non solo per pregare la Vergine, ma per chiedere aiuti, consigli e lumi ai religiosi, specialmente a fra Carlo. Con l’arrivo del Simulacro nel 1370, il Santuario prese il nome di Bonaria, divenendo un punto di riferimento per tutta la Sardegna.
L’ampia scalinata conduce al grande piazzale in pietra sarda, segnato dallo stemma dell’Ordine. Due sculture in bronzo richiamano la protezione di Maria sul popolo e sul mare. Il complesso comprende, in continuità, convento, Santuario e Basilica. La facciata è essenziale e luminosa: pietra chiara, un rosone che diffonde una luce mite all’interno, uno storico portale e, nella lunetta, la Madonna con la barchetta in mano. All’interno, il clima è raccolto: tutto invita alla contemplazione e alla preghiera.
Da sempre Bonaria costituisce un approdo sicuro per chi cerca riconciliazione o una parola di conforto. Ogni giorno, i Padri trascorrono lunghe ore nei confessionali. Con il crescere della devozione e l’aumentare dei pellegrini, si avviò la costruzione della Basilica: i lavori iniziarono nel 1704 e si conclusero nel 1926 con la consacrazione a Basilica Minore.
Imperatori, re, viceré, arcivescovi, vescovi, santi e personaggi famosi si sono inginocchiati ai piedi di Maria per affidarsi alla sua protezione, implorare il suo aiuto, ricevere forza e coraggio per affrontare il mare, spesso tempestoso, della vita. Tra i personaggi illustri che hanno avuto un ruolo importante nella storia di Bonaria figurano anche alcuni pastori della Chiesa universale: Giovanni XXIII accompagnò la riapertura al culto con una lettera affettuosa; Paolo VI lasciò parole rimaste nel cuore; Giovanni Paolo II confermò Bonaria come cuore mariano dell’Isola; Benedetto XVI donò una “navicella” d’oro, ponendola tra le mani del Simulacro; Papa Francesco, legato anche al nome della sua città, Buenos Aires, ha rinnovato l’affidamento alla Madonna di Bonaria.



